RADICI FORTI, SGUARDI NUOVI: 2 COMPLEANNI, UN'UNICA CASA
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25 persone che erano, per conto mio, degli eroi. Di giorno lavoravano duramente presso le aziende e, tutte le sere, avevano scuola dalle 20 alle 23 compreso il sabato pomeriggio. Perché?
Perché il sabato mattina la gente lavorava ancora tutta nell'ambito delle aziende
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Inizia così il racconto del prof. Riccardo Barbero, primo docente della Casa della Gioventù, oggi Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri di Castelrosso: una scintilla scoccata nel lontano 1968 e che ci permette di celebrare due speciali compleanni con le tappe principali di una storia fatta di idee, sfide e lavoro, resa possibile dalla fede e dalla tenacia di quello che è stato un sacerdote innovativo e visionario, don Nicolao Averono, meglio conosciuto dalla comunità come don Nicolino.
Riccardo Barbero ha solo 18 anni ed è appena diplomato quando don Nicolino propone di avviare una scuola professionale all’interno dell'oratorio parrocchiale, denominato appunto Casa della Gioventù. Il primo corso si concentra interamente sul settore meccanico e sulla manutenzione: mancando un riconoscimento istituzionale diretto, l'oratorio si appoggia a una scuola di Rivarolo per poter rilasciare ai propri allievi i primi attestati validi e riconosciuti legalmente.
I corsi serali si dimostrano una scommessa vincente per adulti e giovani lavoratori decisi a migliorare le proprie competenze tecniche per poi crescere in azienda: è solo l'inizio di un'avventura lunga 55 anni.
1971, la svolta: l'oratorio diventa una scuola
Dopo i successi dei corsi don Nicolino decide che è ora di compiere la prima evoluzione e inoltra una richiesta di riconoscimento ufficiale direttamente al Ministero del Lavoro che rilascia l'approvazione:
qui avviene il decollo perché la Casa della Gioventù adesso può operare in totale autonomia nell'ambito della formazione professionale.
L'anno successivo iniziano così i primi storici corsi diurni rivolti ai ragazzi che scelgono una scuola pratica e laboratoriale subito dopo la terza media. È l'epoca del grande accordo con lo stabilimento Lancia di Chivasso: un'intesa strategica che offre agli allievi l'opportunità sostanzialmente certa di inserimento nel reparto manutenzione come operatori su macchine utensili.
Inoltre, già verso la fine degli anni '70, il Centro di Formazione Professionale si apre anche ai corsi femminili con l'Addetto d’ufficio e le Tecniche di abbigliamento.
1980 - 1999, lo sviluppo: la Casa della Gioventù cresce esponenzialmente
L'opera lungimirante di don Nicolino e del team affiatato e coeso che ha saputo creare, racconta ancora il prof. Barbero, non accenna a fermarsi: i decenni successivi vedono un incremento costante di allievi, aule e percorsi formativi destinati a giovani, adulti e aziende.
Le cronache dei giornali d'epoca documentano la crescita della struttura e la nascita di laboratori sempre più moderni.
Nel 1999 con la Riforma Berlinguer che innalza l'obbligo scolastico fino a 15 anni, la Casa della Gioventù arriva a toccare il numero dei 350 allievi: la mensa scolastica che occupava l'intero piano interrato della struttura e agevolava anche i tanti allievi che arrivavano da lontano, doveva essere suddivisa in 2 turni per contenere tutti.
2000 - 2026, sguardi nuovi: l'avvento della Casa di Carità Arti e Mestieri
Il nuovo millennio segna l'inizio del capitolo contemporaneo: la storica realtà di Castelrosso unisce le sue forze alla rete della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino, una delle principali realtà piemontesi che con le attuali 14 sedi estende le proprie attività anche in Valle d'Aosta, Veneto e Sardegna.
Questo passaggio coniuga la storica vocazione territoriale a una struttura organizzativa solida, capace di rispondere alle trasformazioni del mercato del lavoro. Le radici forti della Casa della Gioventù e la scintilla scoccata da don Nicolino vengono tramandate dallo spirito del saper fare, incontrando l'innovazione didattica: cresce l'offerta per i giovani in obbligo formativo con il settore delle Produzioni Alimentari che si affianca all'elettrico e al meccanico, mentre sul fronte adulti si consolidano i corsi di formazione e di aggiornamento, ma nascono anche i nuovi Servizi al Lavoro (SAL) che rapidamente vedono aumentare il numero di richieste e persone registrate.
È il 2024 quando tale necessità si trasforma in uno spazio completamente nuovo e dedicato nel centro di Chivasso, presso Palazzo Einaudi, dove i SAL vengono collocati in pianta stabile, mantenendo un'attività coesa e coordinata con il Centro di Formazione Professionale di Castelrosso.
Questo binomio pone oggi le basi per nuove sfide educative e professionali, supportando allieve e allievi di ogni età che decidono di affrontare il loro percorso formativo orientato al lavoro, nel settore elettrico, meccanico, delle produzioni alimentari, della sartoria, dell'educazione, del socio-sanitario, dell'informatica e dell'intelligenza artificiale.
Come vi abbiamo appena raccontato, la festa raddoppia:
il 2026 segna il 55° compleanno della Casa della Gioventù e il 25° della Casa di Carità Arti e Mestieri!
